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Il culto del bello ed il vuoto della mente
Di M. Cazora (del 20/08/2013 @ 16:26:01, in Parole senza deferenza, linkato 1203 volte)
S“ lo so, i tempi cambiano, non si deve guardare sempre al passato, ma piuttosto al futuro. Il futuro  l'espressione dell'attualitˆ, della modernitˆ, del cambiamento culturale, pi gli anni passano e pi l'umanitˆ progredisce, matura e porta innovazione. S“ tutto questo lo so, ma quando ascolto la musica, quando ripenso in questo caso a "Senza rete", mi accorgo di qualcosa che a mio parere  andato storto nel corso dei decenni. La musica era melodia e non rumore, le scenografie erano essenziali ma eleganti, senza pailettes e saltimbanchi, i presentatoti erano personaggi di un livello inarrivabile. Perch da allora non possiamo paragonare nessuno al mondo culturale di allora? Scrittori e pensatori come Moravia e Pasolini, registi come De Sica, Risi, Petri, Monicelli, attori come i famosi mostri, teatrali straordinari a frotte, musica come Modugno, Tenco? Pensiero, scrittura, cinema, teatro, televisione, musica, arte, ricordi, memorie e testamenti unici. E' accaduto qualcosa di agghiacciante nel nostro modernizzarci, abbiamo perso il culto del bello e quando lo si perde l'animo si inaridisce si imbarbarisce semplicemente perch non lo conosce, non sa cosa sia. Quando generazioni perdono il gusto del bello sono segnate per sempre e la tragedia che erediteranno coloro che verrano sarˆ irreparabile, la speranza di un mondo igliore non passerˆ pi attraverso la crescita dello spirito, piuttosto sarˆ destinata a crere ulteriori bruttezze. Grazie a chi ha reso possibile un tale dramma arricchendosi ed impoverendo intanto le menti che abitano il mondo.