\\ Home Page : Articolo : Stampa
Mi sono montato la testa
Di M. Cazora (del 31/07/2010 @ 18:26:30, in Parole senza deferenza, linkato 1045 volte)
Oggi su Il Fatto Quotidiano si sono espressi alcuni tra i più famosi analisti politici di cui il Paese possa vantarsi, da Paolo Flores D'Arcais a Marco Travaglio, da Luca Telese a Nando Dalla Chiesa ecc. per sottoporre le loro ipotesi sul futuro del Governo e quindi di Berlusconi, vorrei quindi cimentarmi presuntuosamente anche io facendo un triplo salto mortale senza rete.

Contravverrò alla logica politica che accomuna più o meno tutti loro. Sono convinto che al di là della campagna acquisti che il Cavaliere si sta accingendo a fare, il Governo cadrà a prescindere dal fatto che questo derivi da una volontà precisa di Berlusconi di farlo cadere, piuttosto che dall'implosione dello stesso. Come previsto dalla Costituzione, i rappresentanti di tutti i partiti facenti parte l'arco costituzionale si presenteranno dal Presidente della Repubblica che cercherà di capire se esistano le possibilità di un nuovo mandato per formare il Governo o meno.

Qui potrebbe nascere la prima sorpresa, perchè potrebbe essere deluso il desiderio del Cavaliere di andare immediatamente alle urne con la attuale legge elettorale; certo di vincere a mani basse; e chissà che non si riescano a trovare i numeri per giungere almeno a questa riforma e poter tornare al voto.

Ma mi azzardo ad andare oltre, tolto il fatto che una nuova legge elettorale sarebbe solo un bene per il Paese, aggiungo che in questo momento non avrà una grande importanza.

Berlusconi e le sue truppe cammellate assieme alla Lega non vinceranno le elezioni, e nessuno dei suoi oppositori riuscirà a raccogliere tanti consensi tali da farli governare ed ecco che come per incanto pur essendoci una legge maggioritaria, si tornerà al passato ad una specie di proporzionale che consentirà al Paese di aver un Governo di larghe intese in grado di affrontare senza indugi tutti i temi che gravano impetuosi e non permettono di essere risolti da una rinnovata linea debole incapace di autogestirsi. Dopo 17 anni sarà la fine del berlusconismo e le sorti dello stesso fautore di tanta egemonia dipenderanno dagli accordi che egli riuscirà a raggiungere con la nuova maggioranza o altrimenti si vedrà costretto a pagare quel fio che ha tenuto lontano per anni con il gioco delle tre carte ed il consenso di personaggi squallidi con il guinzaglio che non erano di certo amici dell'uomo.