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Quello che non dicono delle elezioni in Sicilia
Di M. Cazora  30/10/2012 in parole senza deferenza
Le elezioni regionali in Sicilia hanno riservato dati inattesi e rilevanti, la lettura di tali dati è stata curata con estrema attenzione dai politologi, ovviamente dai responsabili dei partiti e per finire, l'ultima ma non meno importante, l'hanno fornita tutte le testate giornalistiche attraverso illuminati editoriali. Sono solito distinguermi nel fornire chiavi di lettura diverse dal coro, riguardo la politica italiana e la sua storia, tentando di offrire visioni più ampie, spesso non di più ampio respiro, ma piuttosto, soffocanti. Non mi esimerò anche oggi nell'esprimermi riguardo la voce maggiormente esplorata ed interpretata che non è il forte risultato degli adepti di Grillo, ma piuttosto l'allarmante astensionismo che viene da tutti scampanellato come distacco da parte della gente nei confronti della politica. Le elezioni in Italia non sono mai state lo specchio del voto libero del popolo, hanno ahimè sempre risentito di un flusso od influsso proveniente da oltreoceano e la Sicilia viene considerata dai commentatori la cartina di tornasole di ciò che potrebbe avvenire a livello nazionale. Proviamo per un attimo ad immaginare il prossimo futuro politico della nostra nazione, ci accorgiamo per la prima volta, che ci troviamo di fronte ad uno scenario talmente colmo di incognite tale da non consentirci un pronostico. Ciò che è avvenuto in Sicilia potrebbe esattamente rispecchiare questa forte e significativa pausa di riflessione che non si è presa il popolo, ma bensì la "mafia". Sappiamo tutti di quanto potere possa godere la mafia ed ancor di più nella propria terra ed è per questo che la percentuale dei votanti, scende addirittura sotto il 48%! Non ci sono ancora indicazioni definitive su quanto avverrà in Italia e così, nel frattempo riflettono e non si schierano e lo fanno come al solito con grande cognizione di causa, non ha importanza astenersi ora per decidere poi, meglio non schierarci oggi per perdere la scommessa di domani. Sarà comunque molto facile tra pochi mesi buttare le reti in quella minuta maggioranza ad orologeria che si è venuta a creare e pescare di frodo come sempre. Mi torna alla mente un vecchio sceneggiato tratto da un libro di Cronin, quando negli anni '60 la Rai non era quella delle fiction, è stato lo sceneggiato che ho amato di più: "E le stelle stanno a guardare".
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