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\\ Home Page : Storico : Parole senza deferenza (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di M. Cazora  14/11/2013, in Parole senza deferenza (722 letture)
NEL MIRINO IL PROCESSO STATO-MAFIA Riina dal carcere minaccia il pm Di Matteo: «Deve morire. Mi stanno facendo impazzire» Il Comitato per l’ordine e la sicurezza valuta se trasferire il sostituto procuratore di Palermo in una località segreta Ancora si finge che uno come Riina possa decidere la vita o la morte di uno o più magistrati e gli italiani che non sanno ci credono. Le sorti eventualmente le decidono i Servizi e le mafie o altri ne sono la manodopera. Una volta per tutte chiarito questo aspetto, se qualcuno in Italia avesse davvero voglia di cambiare le cose, di trasformare il Paese per sempre, dovrebbe dare un segnale convincente ma duro. Come? Dopo tali dichiarazioni è venuto purtroppo a mancare per un malore improvviso Totò Riina, avanti il prossimo. Questa è solo una minuscola cosa per trasformare la realtà di sempre, la domanda è piuttosto un'altra, qualcuno lo vuole davvero?
 
Di M. Cazora  14/11/2013, in Parole senza deferenza (840 letture)
L’OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEL ROS Maxi sequestro di beni a ex capo della Magliana L’impero del boss: case di lusso, auto e società Il patrimonio di Ernesto Diotallevi vale 25 milioni di euro. C’è anche un appartamento di 14 vani in piazza Fontana d Trevi. Ma erano necessari 30 anni per arrivare a questo? Come mai adesso sì? Non c'è mai nessuno che ne risponda? Il vero problema è che l'italiano medio non sa che il cambiamento lo si nota attraverso la caduta definitiva di alcune persone. E' un caso che sia avvenuto dopo la morte di Giulio Andreotti ad esempio?
 
L’ISTITUTO DI PREVIDENZA Inps, l’allarme di Mastrapasqua: «Sui conti non siamo tranquilli» Il presidente dell’Inps: «Ho scritto ai ministri Saccomanni e Giovannini, il bilancio può dare segnali di non tranquillità» Mastropasqua è presidente dell'INPS da 5 anni oltre a ricoprire altri mille incarichi, nel 2010 dichiarava redditi per 1,2 milioni di euro. Due domande, la prima può apparire demagogica, l'altra no di certo ma anzi estremamente essenziale. Se il bilancio non lascia sereni perché nel momento in cui si scrive ai ministri non si vuole dare anche un segnale di buon gusto e proporre di ridurre il proprio compenso? Questo non rimetterebbe di certo a posto i conti dell'ente previdenziale, ma risolverebbe un probe di sperequazione troppo evidente. I ministri che ricevono tale dichiarazione perché non pensano a prendere due provvedimenti? Il primo riguarda gli emolumenti del succitato presidente che è sei volte il loro, sta a loro deciderne il compenso, secondo se ho un funzionario dello stato in carica da ben 5 anni e mi mette in allarme per i conti, non mi viene in mente di mettere in discussione le capacità di costui? In Italia abbiamo decine di casi "Mastropasqua", percepiscono ingentissimi stipendi, ma sono incapaci nella maggior parte dei casi di sanare o far crescere ciò che gestiscono, ma lì restano e lo fanno per anni, creando sempre maggiori situazioni critiche sui bilanci. Ahimè per quanto si possa raccontare, il nostro resta sempre il Paese più clientelare al mondo e nemmeno quando è il Governo stesso a pagarne le conseguenze si pensa a mettere mano sul management italiano, insomma è più facile dimissionarie un ministro che un manager. Io ne conosco il perché, ma rimane il fatto che a pagare restano sempre gli italiani che silenti ed ignoranti hanno ormai dei paraocchi indirizzati unicamente verso i politici, i quali molto spesso credetemi possono fare molti meno danni di costoro, che oltretutto in una sorta di privilegiato anonimato, si fanno ricchi e anche quando se ne andranno non pagheranno mai per i danni immensi creati, perché ci sarà sempre lo stato, quindi noi, a dover sostenere i costi del disastro e della bella vita di alcuni e delle loro famiglie.
 
Napolitano accoglie Papa Francesco «In Italia clima avvelenato, non c’è dialogo» Il capo dello Stato richiama le parole del pontefice sulla necessità di un incontro anche con «i più lontani e gli avversari». Napolitano è forse convinto di rivolgersi ad uno sprovveduto, all'ipocrisia papale che ha da sempre contraddistinto i papi precedenti, peccato che questo Papa abbia già ampiamente dimostrato ed in pochissimo tempo di essere fatto di tutt'altra pasta. Di certo non tutto è stato risolto nel girone dantesco che è il Vaticano (un esempio ne è il caso del sacerdote pedofilo di Bolzano), ma è pur vero che di fronte ad un uomo che riveste il ruolo più delicato che si possa ricoprire sulla terra e cioè dare significato e concretezza all'esempio di Gesù e Papa Francesco sta facendo il possibile per dare un volto nuovo, mai visto prima (se non in un potenziale Papa Luciani), forse il nostro Presidente avrebbe fatto meglio a pensare ad una confessione piuttosto che a tale esternazione. Il Presidente della Repubblica che l'Italia annoveri è certamente stato Francesco Cossiga e non vorrei che la sua dipartita ce lo facesse mai dimenticare. Giorgio Napolitano si è rivelato (per me non è mai stata una sorpresa poiché conosco il suo operato da decenni) essere di un'ipocrisia unica, pur tentando di mascherarla attraverso la sua figura di uomo anziano e saggio oltreché assolutamente utile ed indispensabile. Da cosa nasce il senso di enorme disprezzo da parte mia nei confronti di un essere tale? E' molto semplice, parliamo di un uomo di 93 anni, che ha conosciuto la guerra, la resistenza, il significato del sacrificio che porta con sé la parola partigiano e per lui anche comunismo, ma che da quando ha ricoperto questa carica, si è scoperto essere il più grande servo americano, tutte le sue iniziative apparentemente volte a ricucire una situazione difficile e complessa come la nostra, altro non sono state che il frutto di ordini da eseguire con pedissequità, portandoci ovviamente ad un danno ulteriore di cui ancora oggi è difficile trarne le conseguenze per il futuro dello Stato. Ebbene se a quella età non temi il tuo futuro, che per un credente sono o l'inferno o il Paradiso, allora sei un'uomo vuoto, senza più alcuna speranza, come Papa Francesco, così Napolitano avrebbe potuto dare un segnale vero di rivoluzione culturale e concreta al Paese, ne ha perso l'occasione pur beneficiando addirittura di due mandati. L'unica speranza che possa tenere ancora viva questo Paese è che prima o poi arrivi un Presidente capace di dare un volto totalmente nuovo all'Italia, stravolgendola e cancellando il fetore che da sempre avvolge l'aria che respiriamo dato dalle stragi e dagli assassinii irrisolti della nostra storia
 
Che l'Europa sia in crisi non è certo una novità, che lo sia l'Italia tantomeno, in tutti i talk show politici, se ci fate caso si parla di tutto, dalle facezie alle soluzioni per tentare di risollevare un Paese nel baratro. Ma un Paese come il nostro che ogni tre mesi sposta l'ipotesi di inversione di rotta prima alla fine dell'anno, poi a quello seguente, poi ancora a quello ulteriormente successici ed a queste ipotesi aggiunge un punto interrogativo, non lo dichiara formalmente, ma è un paese fallito. Pensate che la quota mensilmente crescente dei disoccupati giovanili (oggi arrivata al 42%) possa mai trovare soluzione? Ormai è troppo tardi, è troppo tardi per qualsiasi soluzione alchimistica, troppi pensionati, troppi ad andare in pensione ormai a 67 anni, creando un ulteriore freno alla fiducia giovanile e nessuna speranza di ricreare posti che non siano esclusivamente flessibili. Un'evasione fiscale di 120 miliardi di euro, un debito dello Stato nei confronti delle aziende attorno agli 80 miliardi di euro, ma ci raccontiamo ancora che possiamo farcela. Un Paese che non si libera dei pesi morti perché troppo potenti e collusi per poterli rimuovere, una classe politica lentissima, che non è in grado di affrontare nessuna decisione, poiché sono tutti troppo coinvolti nel corporativismo, negli interessi di pochi, perché ricattabili, perché bisognosi di sostegno da chi conta e nel frattempo diffonde il cancro, ma noi imperterriti e fiduciosi, continuiamo a sperare ed a spirare. Potrà anche mancare un 'accusa formale di bancarotta, io aggiungo fraudolenta, ma la situazione potete vederla da ogni punto di vista, potete usare anche il grand'angolo, ma sempre questa rimane. Mi pongo solo una domanda, perché manca sempre il pezzo più importante del puzzle, l'unico che potrebbe essere in grado di tentare una missione impossibile. Come mai da 6 mesi a questa parte nessuno dice che se risolvessimo il problema più grande che ci stritola da un secolo, l?Italia potrebbe essere uno dei Paesi più ricchi al mondo? Le mafie in Italia fatturano ogni anno circa 150 miliardi di euro, avete mai sentito dire da alcuno, la soluzione è nello sradicamento di questo male? 150 miliardi? Bene una nazione pulita destina tutte le proprie risorse alla lotta alle mafie, poiché nulla potrebbe mai essere tanto redditizio. Non una parola, mai! E così con buona pace della Cia, del Mossad e dei nostri Servizi, falliremo felici e contenti, ma almeno loro saranno sempre più contenti, soddisfatti ed il mondo sarà sempre un mondo migliore, nel quale non è più buono chi lo è realmente, ma chi è più capace a raccontarlo meglio!
 
Di M. Cazora  20/11/2013, in Parole senza deferenza (1906 letture)
L'ex Br Faranda espone opere a Modica Il prof: «Sempre la postina del sequestro Moro» Polemica per l'attenzione riservata all'artista da pubblico e media. Lo storico Barone: «Mi provoca frustrazione» Fu già invitata 2 anni fa alla mostra da Sgarbi, ha poi scritto e le è stato pubblicato un libro. Io ho avuto modo di parlarci diverse volte per chiarirci su alcune vicende. Adriana Faranda vive sul lago in provincia di Roma, a sentirla la sua vita sembra una vita comune, una vita da donna, madre, nonna, da sola con il suo compagno, una vita fatta di difficoltà come molti altri, non ha i soldi per riparare la caldaia, fa fatica a condurre una vita agiata insomma. Peccato il suo passato nasconda ancora verità, nonostante continui a negare la sua presenza in Via Fani, lei c'era, a mie accuse circostanziate e su una verità sconcertante scende un silenzio imbarazzante, quello di chi non riesce neanche a negare tanto è grave ciò di cui le parlo, perfino una come lei abituata a negare e mentire da quando è nata. Ora con un po' di facile malizia mi chiedo, se non fosse stata proprio lei, con il suo cognome, le sarebbe mai stato concesso di esporre? Le sarebbe mai stato pubblicato un libro? Leggendo alcuni dei commenti dei lettori all'articolo del Corriere, ancora si trovano in molti a difendere i brigatisti, "ha pagato" dicono, vero rispondo io, ma solo per quello che si conosce e cioè quello a cui per 35 anni abbiamo voluto credere. Da sempre l'Italia ha perso la memoria, non ce l'ha nemmeno corta, è un danno cerebrale permanente quello che ha colpito il nostro popolo e le nostre istituzioni da parecchi decenni, non si toccano i nazisti, i neofascisti, i terroristi, i brigatisti, per la nazione hanno tutti pagato il proprio conto con la società, dobbiamo guardare avanti e non possiamo far diversamente, poiché oggi con la crisi, ieri per altre ragioni ci hanno sempre distratto dalla realtà, non "regalondoci" però la verità. Chi non riesce proprio a distrarsi ed a dimenticare sono però i famigliari delle vittime di tutte le stragi e gli omicidi di stato, loro non sono stati contagiati dallo stesso virus che ha colpito tutti e così ricordano, che volete il dolore perenne non sparisce con un colpo di amnistia o indulto, quello resta lì tuo malgrado, anche dopo decenni si fa sentire senza pietà. Ed è così che stragisti, assassini, non solo vivono in mezzo a noi, oggi hanno abbracciato quello stile, quella moda, che a destra ed a sinistra tende a premiare tutti, se nella vita sei stato una persona perbene non puoi usufruire delle stesse cose poiché quel concorso per vivere bene lo hanno destinato solo a loro. Su questa terra non c'è gloria per gli artisti e per le persone unitamente capaci ed oneste, c'è per chi da che doveva essere redento è divenuto quasi redentore. Che gioia nel non sentirsi fiero di essere italiano e quanta nel gridare che questo è il paese più schifoso del mondo!
 
Napolitano è al culmine massimo del suo potere! Tiene tutti per le palle e non intende mollarne neanche uno. Da sempre ha prevaricato le proprie competenze e prerogative istituzionali, oggi è giunto il turno della Cancellieri. Ed ecco che posto perentoriamente un veto sulla vicenda, lo stesso Enrico Letta è costretto a presentarsi alla Direzione del PD affermando che un voto contro al ministro è un voto contro il governo, ponendo così la parola fine ad una questione inqiuetante, in genere si aggiunge anche imbarazzante, ma l'imbarazzo dovrebbe essere solo di chi si dovrebbe vergognare, ma non conoscendo nessuno vergogna, non lo useremo. Oggi tutti si celano dietro le parole di Caselli che da Torino ci fa sapere che il ministro Cancellieri non ha commesso alcun reato, curioso, perché in Magistratura si è usi prima svolgere le indagini di routine e poi decidere, ma egli ha la palla di vetro. Non mi dilungo sulle ragioni od i torti della Cancellieri, troppe parole sono già state spese, ma è mia intenzione riflettere su un aspetto: se cade il Governo per questo Paese è la rovina, ed allora qualunque membro è libero di fare ciò che che vuole, lo stesso Governo può combinare i guai più grandi che possano danneggiarci, poiché è legittimato a far tutto, ma da chi dal popolo? No signori miei, dal Presidente della Repubblica, che da tempo avendo cambiato la Costituzione (solo nella sua testa) è divenuto anche rappresentante del popolo. Non c'è nulla di male se sono amica di una persona che è stata in galera durante tangentopoli, che ci torna ora, ma forse non è proprio il caso che ricopra il ruolo di Ministro della Giustizia, in un Paese nel quale regna da sempre la parola ingiustizia. Ma ora basta, cantiamo tutti in coro: "quanto è bello il Presidente, quanto è bravo il Presidente".
 
Per chi afferma che il problema carceri va risolto con pene alternative, che non sempre la galera sia necessaria: NEL PALERMITANO Farmacista uccisa durante rapina Due banditi l'hanno sgozzata per 3700 euro L'assassinio a Blufi, i carabinieri li hanno arrestati Uno dei malviventi era ai domiciliari vicino al negozio Perché non ci forniscono i dati di quanti ai domiciliari continuano a commettere reati? Solo a Roma abbiamo interi quartieri in cui vi sono circa 200 persone in tale situazione a fronte di una ventina in tutto tra poliziotti e carabinieri, anche volendo sarebbero in grado di tenere sotto controllo la situazione? Ma solo l'Italia vuole sempre svuotare le carceri per risolvere il problema del sovraffollamento, gli altri paesi hanno lo stesso numero di carcerati ma senza alcun problema, sapete perché? Perché gli altri paesi hanno sul proprio territorio molte più strutture carcerarie di noi, non ve l'aspettavate una soluzione tanto ingegnosa vero? Inoltre quando parliamo di tagli alla spesa pubblica, potrebbero come fossimo in albergo dettagliarci il conto di un ospite delle nostre carceri, come si arriva a spendere per un recluso oltre 100€ al giorno e con quella situazione di sovraffollamento? Ed io imperterrito continuo a chiedere a chi la pensi diversamente da me: dimmi una sola cosa che funzioni in questo Paese, una sola, non chiedo poi tanto, ma curiosamente scende un silenzio fatto di panico ed imbarazzo di fronte a tale domanda, chissà perché?
 
Di M. Cazora  25/11/2013, in Parole senza deferenza (1670 letture)
Alessandro Sallusti editoriale contro Napolitano: "Un vecchio inacidito e in malafede, rappresenta il peggio del Paese" Per una volta è clamoroso da parte mia, ma mi trovo perfettamente d'accordo con il pensiero di chi lo pronuncia. Non a caso, se non ricordo male, lo stesso Sallusti si rivolse a quell'uomo tanto infimo per chiedergli a la grazia a suo favore. Cosa non si fa per andare in galera pur avendo commesso reati! Curioso, quel vecchio tanto odiato gliela concesse e lui oggi lo ripaga così. Mi sembra giusto e coerente con i modi di un gran gentiluomo quale Sallusti è. Ma una denuncia da parte di Napolitano nei confronti di Sallusti con l'accusa di vilipendio suonerebbe tanto male? Gratitudine, questo oggetto raro..........
 
La Germania è il nuovo paradiso lavorativo per chi è in cerca di impiego nel nostro Paese? A quanto pare sembra proprio così, anche per chi vuole fare il lavapiatti! Su Kijiji.it è apparso l’annuncio di un ristoratore tedesco in cerca di un aiuto cuoco-lavapiatti per un ristorante in Germania ed è subito scattata la corsa alla candidatura. L’annuncio ha totalizzato oltre 12.800 visualizzazioni e, nelle ultime 72 ore, oltre 250 risposte di futuri candidati disposti a trasferirsi all’estero. Dati significativi per un annuncio di lavoro che comporta un cambiamento radicale di vita come il trasferimento in un Paese Straniero. Esistono politici e non che continuano vergognosamente a dichiarare che in Italia il lavoro c'è, basta volerlo. Per chi è fuori dal mercato del lavoro questa notizia non genera nessuno stupore, questa realtà la conosce bene e ci si confronta ogni giorno. Ma l'ignoranza e la malafede perseverano, facendo sentire chi cerca un lavoro, uno scansafatiche. Io non so di quante prove abbia bisogno il popolo italiano per essere convinto che il proprio Paese è fallito, è fallito nella sostanza ed ancora di più per quel senso di mancata dignità che è riuscito a trasmettere al proprio popolo. Oggi l'italiano, che già per sua natura è pigro, inerte, consenziente, trasformato da decenni culturalmente oscurantisti, da media ed esempi capaci di averci trasformati in zombie, più di quanto per natura già eravamo, ha perso anche la minima spinta d'orgoglio, quella che rende reattivi di fronte alle ingiustizie, non è più in grado in molti casi di distinguere il bene dal male ed ecco che senza neanche un briciolo di amor proprio e di coscienza civile e civica, nel momento in cui chi lo ha ridotto così, incapace di gioire, di capire, va incontro al proprio aguzzino a braccia aperte, perché gli consente ancora di mangiare. I responsabili di tutto ciò hanno cominciato molto tempo fa e sono riusciti perfettamente a raggiungere il vero obiettivo, annientare la nostra personalità e finalmente hanno un controllo totale su di noi, non esiste maggior potere del controllo su questa terra, gli Usa ce lo hanno mostrato da sempre, è la strategia più efficace. Ed ecco che in questo modo il popolo è al loro servizio, ormai è rimasta quasi completamente cenere, cenere da mettere sotto al tappeto dell'ignominia. Perché queste ceneri rinascano come l'araba fenice occorrono decenni di inversione culturale, sempre che qualcuno decida di intraprendere quella strada. Il mio timore è che l'auspicato cambiamento dell'uomo faccia prima a realizzarsi attraverso una guerra e quando ben presto arriveremo al collasso, non credo che sia una via d'uscita molto ipotetica, bensì la più accreditata nella storia dell'umanità. Come un aereo il nostro carburante è limitato e credo si sia superato il punto del non ritorno e non scorgo all'orizzonte nessun punto per un atterraggio d'emergenza.
 
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